Valentina Giordano — il Pilates come forza gentile
Tra le nuove insegnanti di Namasté Praiano – Oasi Olistica arriva anche Valentina Giordano, che porterà a Praiano il Pilates classico attraverso un approccio preciso, accogliente e profondamente umano.
Curiosa, avventuriera ed emotiva: sono queste le tre parole che sceglie per raccontarsi. E forse sono anche quelle che meglio descrivono la sua presenza luminosa, capace di trasmettere energia e fiducia senza mai perdere delicatezza.
Il movimento fa parte della sua vita da sempre. Già alle scuole elementari partecipava ai Giochi della Gioventù e, da bambina, sognava addirittura di lavorare nel circo. Dopo molti anni di karate, il Pilates è arrivato quasi per caso, grazie a un’amica dell’università. È stato però un incontro immediatamente trasformativo.
“Mi ha colpito il fatto che il corpo diventasse subito più forte e flessibile attraverso movimenti così fluidi, lenti e precisi.”
Ma ciò che l’ha sorpresa davvero è stata soprattutto la concentrazione richiesta dalla pratica. Una presenza costante nel gesto, nel respiro, nei dettagli. E lo racconta sorridendo, perché si definisce una persona che tende facilmente a distrarsi.
Per Valentina insegnare significa innanzitutto accompagnare le persone ad ascoltare il proprio corpo e ad avere fiducia in sé stesse, un passo alla volta. Le sue lezioni non nascono dall’idea di “spingere” il corpo, ma di sostenerlo e comprenderlo meglio.
La parte più bella del suo lavoro?
“La sensazione di prendermi cura degli altri.”
Quella più difficile, invece, è la paura di essersi persa qualche segnale di aiuto.
Quando le chiediamo cosa vorrebbe che le persone sentissero uscendo da una sua pratica, la risposta arriva immediata: leggerezza.
Ed è proprio questa la sensazione che sembra attraversare il suo modo di insegnare: un equilibrio continuo tra forza e fluidità, precisione e accoglienza.
Prima di ogni lezione ha un rituale semplicissimo ma profondamente umano: chiedere “Come state?”. Perché per lei il benessere parte proprio da lì — dal rallentare, dall’ascoltarsi, dal creare uno spazio reale di presenza.
Secondo Valentina, le parti del corpo che raccontano di più le emozioni sono le mani e le spalle. E se il Pilates fosse una stagione, sarebbe sicuramente la primavera: una forma di rinascita lenta, luminosa e graduale.
Con la disciplina ha un rapporto molto sincero: ammette di non sentirsi una persona particolarmente disciplinata. E forse anche questo rende il suo approccio così autentico e lontano dalla rigidità. La lezione più importante che il corpo le ha insegnato è stata non trascurare i dettagli.
E se dovesse scegliere tra forza e dolcezza, sceglierebbe senza esitazione la forza — anche se nel suo caso si tratta sempre di una forza gentile.
Si definisce “un Sagittario che più Sagittario non si può” e, se dovesse identificarsi in un animale, sarebbe una lupa.
Ama la montagna più del mare, il tramonto più dell’alba e immagina le sue pratiche accompagnate dal suono dell’handpan. La canzone che ascolterebbe in loop è “Fly Away” di Lenny Kravitz.
Tra le cose che la fanno sentire bene ci sono le uova strapazzate, la pasta e fagioli, “Il favoloso mondo di Amélie” e il libro “Succede sempre qualcosa di meraviglioso”.
Il suo luogo del cuore sulla Costiera Amalfitana è Conca dei Marini.
Il complimento più bello ricevuto dopo una lezione?
“I sorrisi sinceri seguiti da frasi come: ‘Mi sento più leggero’.”
E cosa spera di portare a Namasté Praiano?
“È un posto così speciale… spero una bella esperienza.”
Nella quotidianità ama prendersi cura dei suoi animali e delle sue piante, piccoli gesti che raccontano ancora una volta il suo modo di stare al mondo. In questo momento della sua vita, invece, sta imparando qualcosa di difficile e prezioso:
“Non forzare nulla. Ogni cosa a suo tempo.”